Paul’s Boutique

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Uno dei migliori trendsetter della Gran Bretagna ha finalmente raggiunto l’Italia, creando uno dei più eccitanti scenari nel panorama del mondo “fashion”, con uno stile dirompente, inconsueto, irriverente ed elettrizzante. 

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Ispirato dalla vivace musica e della moda scena degli anni ’90, in particolare dai Beatsie Boys, Paul Slade,  inizia la sua avventura nel campo della moda con una linea di t-shirt , passando successivamente a linee compete di abbigliamento, attraverso le quali ha affinato e continuato a sviluppare il suo talento per definire le tendenze attraverso la moda immergendosi nelle sue fonti preferite di ispirazione: abbigliamento vintage, graffiti, Hip Hop anni ’80 e marchi di strada giapponesi.

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Ecco oggi il suo ultimo nuovissimo progetto, il cui nome è ispirato appunto all’ iconico album dei Beastie Boys: PAUL’S BOUTIQUE.

Il marchio è stato spinto rapidamente sotto i riflettori, grazie anche a  celebrità come Leona Lewis, Rita Ora, Justin Timberlake, Paris Hilton, Kate e Pippa Middleton…

Oggi il Brand è cresciuto ed è divenuto un marchio globale, distribuito in 500 negozi in tutto il mondo.

Caratterizzato da una personalità forte, unica, da stampe eccentriche, da colori audaci e da una moderna reinterpretazione dei grandi classici dell’Accessorio, Paul’s Boutique emerge dalla massa indifferenziata ed omologata dei prodotti globali.

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Forse proprio per questo è ricercato ed amato dai Negozi più di tendenza e più selettivi, che ne apprezzano il forte contenuto fashion e, soprattutto, la grande qualità dei prodotti che si abbinano ad un prezzo assolutamente concorrenziale.

Le borse sono infatti disponibili sul mercato ad un prezzo compreso, in media, tra i  100€e  130€.

Abbiamo una cura maniacale nei dettagli, ed i nostri clienti sono spesso sorpresi nello scoprire la nostra Qualità.

ha detto Daniel Morris, Direttore Generale del Brand, evidenziando anche che,  grazie al suo posizionamento premium, Paul’s Boutique è oggi distribuito a fianco a Brand quali Marc Jacobs o Michael Kors.

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I clienti del marchio possono aspettarsi solo fantasia ed indossare le borse di Paul’s Boutique con disinvolta sicurezza di sé e con un grande senso di divertimento. Attenti alla moda ma con uno stile unico, ironicamente classico ed elegantemente moderno il Cliente Paul’s Boutique ama esprimere se stesso attraverso accessori dal contenuto altamente creativo che gli consentano di non confondersi tra la folla.

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Distribuito in Concept Stores di livello, il Brand è sbarcato in Italia portando una ventata di giocosa e fresca novità in un mercato di accessori piuttosto uniforme ed omologato.

Oggetto di attenzione e di interesse per gli “addetti ai lavori” è stato scelto dal Gruppo Mondadori  e dal settimanale Grazia come Brand di riferimento fashion nel settore Accessori.

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B&N vs B&W

Les mots noirs sur le papier blanc, c’est l’âme toute nue.
Guy de Maupassant

 

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Entrambi ascritti nella gamma valori acromatici (non colori), il bianco e il nero rappresentano l’alfa e l’omega della scala cromatica e simbolicamente sono l’uno il contrario dell’altro. Al nero sono attribuibili una molteplicità di significati simbolici tra loro strettamente connessi, infatti, incarna sia valori positivi come il principio universale e di ogni manifestazione vitale, sia negativi come la distruzione e dissoluzione del tutto. Quest’ambivalenza è riscontrabile anche a livello lessicale, perché in molte lingue antiche si designa un nero opaco, di valenza negativa, e un nero brillante di valenza positiva. Il nero incarna anche l’idea di tradizione, dell’attaccamento formale al passato e quindi, soprattutto attualmente, gli vengono riconosciuti anche significati di maestà, autorità e potenza. Il bianco è sommariamente considerato emblema della luce, colore della divinità e inteso come principio generatore. È archetipo di resurrezione e di eterna rinascita.

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Indefinibile, irrequieto, teso, inconciliabile, è il contrasto che si scatena lungo il confine del bianco e nero. Una complice avversione,  il senso del vuoto e del pieno. La duplice essenza di quest’antitesi cromatica, viene usata ancora oggi, sia per prendere una posizione attraverso pensieri categorici, sia per dichiarare l’ambiguità del contemporaneo.

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Nella Moda il contrasto è da sempre un caposaldo. Un punto fermo di riferimento. Ignorate le trame e le forme. Acquistate capi bianchi e/o neri. Sono colori che vi permetteranno sempre di creare una quantità incalcolabile di outfit, sempre nuovi e sempre diversi.

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Ogni stagione ha il suo black & white. Dalla tinta assoluta e totale all’optical, dal pois all’astrattismo delle geometrie. In una sorta di codice che si ripete e si rinnova di anno in anno.

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L’eleganza intramontabile del look bianco e nero, è uno degli abbinamenti più “in” per gli outfit estivi sia negli abiti, che, soprattutto, negli accessori.

Ecco una galleria di proposte.

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Otto

L’incognito dopo la perfezione

 

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Magico e misterioso, il numero otto è il simbolo dell’Infinito, incommensurabile ed indefinibile, il continuo ciclo di nascita e morte, della rigenerazione continua. La sua raffigurazione è spesso associata al serpente che si morde la coda.

Per quanto sia legato alla terra, alla natura ed alla materia, in qualità di doppio quadrato, rappresenta il luogo dove spirito e materia, cielo e terra si congiungono e si equivalgono. equivalersi.

Evidenzia l’unione degli opposti, del Maschile e del Femminile, del Bene e del Male, contiene, dunque in se l’essenza dell’Equilibrio.

Dal punto di vista astrologico l’ Otto corrisponde a Saturno che personifica la stabilità, la saggezza e la responsabilità.

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Il numero Otto ha sempre avuto, in tutte le civiltà, molta importanza e tanti significati, ed in particolare, si lega alla stella a 8 punte. La stella infatti, vista ad occhio nudo, sembra avere otto punte, quattro più lunghe e quattro più corte. In origine quel simbolo era collegato alla Dea sumera Inanna, che veniva spesso indicata come stella del mattino e stella della sera, simbolo poi passato nella tradizione cristiana, associato e spesso raffigurato insieme alla Madonna. 

Il numero Otto era comunque molto legato alle varie Dee preistoriche, già a partire dall’epoca neolitica, epoca in cui predominava il sistema matriarcale e dove alle Donne veniva attribuita il simbolo della potenza, dell’abbondanza e della fecondità.

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Nella cultura Indù, otto sono le braccia della Dea Kalì, la Dea feroce e potente, padrona di se stessa che stringe tra le sue mani strumenti di trasformazione  che recidono i legami con il mondo materiale.

Vieni, Madre, vieni!
Perché terrore è il Tuo nome,
La morte è nel Tuo respiro,
E la vibrazione di ogni Tuo passo
Distrugge un mondo per sempre.Vieni, Madre, vieni!
La Madre appare
A chi ha il coraggio d’amare il dolore
E abbracciare la forma della morte,
Danzando nella danza della Distruzione.

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In Kali confluiscono tutti gli immaginari del femminile: principio primo che si manifesta al mondo, energia materiale, attiva, creativa, perennemente in mutamento. Dea guerriera, ci viene incontro con impeto e potenza, ma che porta con sé dolcezza e infinita abbondanza. Espressione diretta dell’amore divino, essenza di ogni relazione, potenza del piacere.

E’ il simbolo, come il numero otto della Femminilità creatrice e redentrice.

Ed infatti, come le Donne, il numero otto combina in se Istinto e Razionalità, rappresenta il Coraggio e la Determinazione che, uniti, riescono a raggiungere i propri obiettivi, anche se incontrano molti ostacoli, dai quali però acquistano saggezza e responsabilità.

Otto, dunque un numero prezioso e dagli infiniti aspetti:

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Il suo metallo è l’ Oro.

Il suo colore il RosaFucsia ed il Malva.

Il suo cristallo la Pirite.

Le sue piante: Noce, Pino, Rododendro, Gelsomino.

il suo strumenti musicale: l’Ukulele.

E’ il numero del giorno dedicato alle Donne nel Mese di Marzo.

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A tutte le donne Dry ed al numero Otto dedica la sua attenzione.

E lo fa con un simbolo di Femminilità e di Unione. Un piccolo braccialetto, ispirato ad un particolare di un indumento esclusivamente femminile: il Reggiseno.

“Il tanto amato reggiseno che negli anni ’70 le donne, le “nostre” mamme, bruciarono in piazza per esaltare la propria libertà e bruciare tutto ciò che era legato alla discriminazione femminile.

Simbolo oggi ritrovato e riscoperto di una Donna che si afferma come libera, autonoma, mamma, figlia, lavoratrice, manager, amica  e compagna. Sempre pronta a farsi in mille per gli altri ma che non si scorda più di se stessa.

Un simbolo, ripreso ironicamente da una designer veneziana, che grazie alla sua passione e creatività ha trasformato la spallina in un piccolo bracciale, che può essere indossato sempre e comunque, grazie ai suoi mille colori ed alle sue diverse varianti.

Un segno di affetto e di solidarietà.

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Dedicato a tutte le donne.

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Red Hot and Blue… with White

A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
E le note.
E le emozioni.

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“Le menti più pure e più pensose sono quelle che amano i colori.”

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Quando non ho più blu, metto del rosso.
(Pablo Picasso)

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Paul’s Boutique Shopping Blu

“Rossi luminosi – scarlatto, pillarbox red, porpora o ciliegio – sono molto allegri e giovanili. C’è sicuramente un rosso per tutti.”
(Christian Dior)

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“Non so che forma prenderò, ma so che sarà blu.”

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Trussardi Jeans Shopping Capri Blu

“La bellezza non sta né dentro né fuori, sta nell’aria che ti circonda.”

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Una zebra a pois [pois, pois]
è una grande novità [pois, pois]
assomiglia ad un sofà [pois, pois]
non a strisce ma a pois [pois, pois]
Una zebra a pois
Beh, che c’è!?
A pois, a pois, a pois!

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Paul’s Boutique Stevie Polka Dots

La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il nostro modo di vivere, che cosa sta accadendo.
(Coco Chanel)

La moda non è né morale né immorale, però è fatta per tirare su il morale.
(Karl Lagerfeld)

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Rosso, Bianco, Blu… la primavera è nell’aria.

Camel Style

Lo stile è la risposta a tutto.

Un nuovo modo per affrontare qualcosa di noioso o di pericoloso.
Fare una cosa noiosa con stile è preferibile al farne una pericolosa senza.

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Ladylike Effect: Nero, Bianco, Camel

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@Jackyeceline

E’ un giorno nuovo: se devi fare qualcosa, mettici impegno; se non devi fare nulla, mettici stile…

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Camel, Nero, Bianco:  un tris perfetto di colori neutri, forti e decisi, che si combinano insieme in un caldo mix di eleganza e raffinatezza.

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@Trussardi Jeans #Levanto Tote

Ha ragione Oscar Wilde: possiamo fare a meno di tutto, tranne che del superfluo. Chissà perché, quando luccica, non ci appare nemmeno più superfluo, bensì indispensabile.
Paola Jacobbi

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@Mikyri Braccialetto @Histoires de Parfum #Ambre114

Per essere eleganti non si deve assolutamente aver l’aria di essersi vestiti a fondo, vale a dire essersi studiati molto bene, essersi coordinati; bisogna sempre avere un’aria piuttosto casuale, che non significa essere trasandati.
Giorgio Armani
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@Trussardi Jeans Man
Nobiltà, non occorre essere nati nobili per avere l’andatura del cammello…
Léopold Sédar Senghor
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In nome della Rosa

L’intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo

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@Trussardi Jeans Minibag Glitter

La verità ha sempre mille volti, come ogni volto ha sempre mille verità

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“Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le sue ali che avete tarpato,
per tutto questo:
in piedi, Signori, davanti ad una Donna!”
William Shakespeare

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“Se gli Uomini fossero belli ed intelligenti, si chiamerebbero donne”
Audrey Hepburn

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Miss Dry Custom Tailoring

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@Paul’s Boutique London

Una rosa, è una rosa, è una rosa.
Gertrude Stein

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La bocca
Che prima mise
Alle mie labbra il rosa dell’aurora,
ancora
in bei pensieri ne sconto il profumo.
Umberto Saba

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@Histories de Parfums

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Per una donna i corteggiatori sono come le collane e i braccialetti: ornamenti di cui, se può, preferisce di non disfarsi
Alberto Moravia

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@My Mommy Braccialetti

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Per Dono

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‘Perdono’ è oggi una parola quasi di moda. Usata, disusata ed abusata, spesso in modo piuttosto improprio e, altrettanto spesso, a sproposito.

E’ una parola che assume oggi una veste teatrale e mediatica. Pare che funzioni solo se serve a comprare qualcuno più che qualcosa, o che sia una liberalità magnanima, più buona nella sua pubblicità che nella sua essenza, o che addirittura segua le regole di un gioco di potere: il mio perdono esercitato come una sopraffazione, un’elevazione, una via di superiorità.

Magari accade che giornalisti d’assalto chiedano “Signora, ha perdonato l’assassino di suo figlio?” sbattendo sotto i riflettori le intimità supreme dei pochi perdoni che davvero avrebbero valore.

Ed altrettanto accade, che, se per caso ti rubano un parcheggio o ti urtano in tram o ti chiudono una porta in faccia all’entrata di un bar, più che chiederti perdono, ti diano un bel pugno in faccia se non una bella coltellata nel fegato.

Tutto questo rende opaco e distante il senso del perdono, un senso che nasce dal verbo latino donāre ‘donare’ cui si lega il prefisso rafforzativo pĕr.

Più che una parola da pronunciare è un atto da compiere. Un atto il cui valore è immenso ed incommensurabile.

Il Perdono è dunque prima di tutto un DONO. Un dono completo, supremo, così sottile, che quasi non si dà né si riceve, che ci porta a rinunciare a qualcosa e ad offrire qualcosa di altrettanto nostro, anche solo un abbraccio di pochi istanti che poi ti lascia passare avanti e proseguire nel tuo cammino.

Ed al DONO è, da ormai tempo immemore, associato il Natale. L’usanza dei doni natalizi si perde nella notte dei tempi. C’è chi la collega ai Magi, chi la fa risalire al Medioevo quando in diversi paesi europei si cominciò a fare dei piccoli regali ai bambini, perché la nascita di Gesù venisse ricordata come un giorno di gioia. C’è ancora chi la fa derivare, nella sua moderna accezione, dal racconto “The Gift of the Magi” di O. Henry, nel quale si narra di una giovane coppia squattrinata, Jim e Della, che però desidera disperatamente potersi comprare l’un l’altra i doni di Natale. All’insaputa di Jim, Della vende il suo bene più prezioso, la sua splendida capigliatura, per poter comprare una catenina di platino per l’orologio del compagno; intanto, all’insaputa di Della, Jim fa la stessa cosa e vende proprio l’orologio per comprare dei preziosi pettini per i capelli dell’amata. (ndr: erano i tempi in cui i capelli erano piuttosto preziosi…)

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Oggi tutti facciamo regali a Natale per nostre ragioni personali. Per alcuni, è un modo di celebrare il giorno santo cristiano. Per altri è un momento speciale per far sapere alla famiglia e agli amici che t’importa di loro facendo dei regali. A volte, invece, fare regali a Natale diventa quasi meccanico, come fosse un lavoro di routine.

Quando questo accade, varrebbe forse la pena di fermarsi un attimo e scoprire esattamente perché facciamo regali a Natale.

Oggi come oggi stiamo vivendo un periodo piuttosto difficile complesso, che potremmo definire come di vera e propria austerità. Se sia risultato di politiche sbagliate o faccia parte dell’ordine naturale delle cose non è argomento di discussione in questa sede.

In ogni caso difficilmente possiamo negare che i tempi siano davvero piuttosto duri e che ci sarebbe forse più da lamentarsi che da gioire.

Ma è anche altrettanto vero che intorno a noi ci sono molte più situazioni di disagio di quelle che vediamo o che siamo disposti a vedere.

Su questi argomenti DRY MESTRE sta facendo da tempo serie riflessioni.

Detto francamente non è stato un bel periodo nemmeno per noi. Abbiamo investito su questo piccolo Punto Vendita, rilevando una attività storica che abbiamo cercato di rinnovare con l’intento di DONARE alla città qualche nuova proposta di Moda ed Accessori, che certamente non sono indispensabili, ma che possono aiutare non solo a renderci più eleganti e piacevoli, ma anche ad alimentare l’economia sia cittadina sia nazionale.

Perchè, ovviamente, dietro ad un Negozio ci sono Aziende che danno lavoro e Persone che con il loro lavoro mantengono famiglie.

Forse eravamo troppo ottimisti e fiduciosi. Forse abbiamo sbagliato qualcosa. Chissà.

Ma proprio per questo innanzitutto chiediamo PERDONO.

Potevamo fare di meglio o diversamente. Siamo ancora in tempo ad imparare e ad accettare consigli e suggerimenti.

Nonostante tutto andiamo avanti. Ed a Natale abbiamo pensato ad una iniziativa che si chiama appunto

PER DONO

Avrà inizio il 24 Novembre 2016 e terminerà il 24 Gennaio 2107.

La abbiamo sviluppata con la collaborazione della Rete del Dono

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e con la Croce Rossa Italiana, pensando alle popolazioni che hanno subito i terremoto del 24 Agosto ultimo scorso.

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Da parte nostra, come DRY Mestre, oltre ad aprire la raccolta fondi, dedicheremo parte del ricavato delle vendite del periodo ad alimentarla.

In collaborazione con RE:BUS abbiamo anche realizzato una T-Shirt dedicata, che potrà essere acquistata sempre presso DRY Mestre.

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Anche in questo caso, parte del ricavato delle vendite confluirà nella raccolta fondi.

Sperando che oltre ad apprezzare questa iniziativa possiate aiutarci a diffonderla ed a farla crescere, vi chiediamo PERDONO per tutto ciò che non vi è piaciuto, con l’impegno di migliorare sempre e di contribuire a donare un po’ di serenità e di bellezza, anche se le nostre sono solo borsette ed accessori.